Pugna del Whisky

Nemo me impune lacessit
Nessuno mi provoca restando impunito. Questo è il motto degli antichi cavalieri scozzesi dell’Ordine del Cardo. Ma poi penso anche ad un grande attore italiano ormai scomparso come Alberto Sordi che, davanti a un piatto di maccheroni esclamava: maccarone, m’hai provocato e io te distruggo!
Cosa c’entrano queste due informazioni così distanti fra loro? Sono il comune denominatore di una Pugna un po’ diversa dal solito che si tenne nell’osteria del Coco Filippo. Ma facciamo chiarezza:
Cavalieri: non importa dirlo, siamo noi!
Scozia: patria di ottimi whiskies e traiettoria di migrazione delle oche selvatiche.
Maccherone: degno accompagnamento per il sugo di oche di cui sopra.
Bella questa congrega di avvinazzati cronici, dediti all’amore viscerale verso il vino (e talvolta qualche sambuchino, con mosca o senza) che hanno intrapreso la via della perdizione in modo molto più lesto tramite l’accostamento di quattro tipologie di whisky a quattro portate, una delle quali col sugo di oche appositamente abbattute tra una sorsata e l’altra di distillato, nelle remote isole scozzesi.
All’inizio molti cavalieri erano perplessi; alcuni scettici; altri dubbiosi. Ma tutti estremamente interessati ad apprendere.
C’è stata anche una parte didattica, volta a spiegare come nasce questo spettacolare distillato di malto d’orzo, quali sono le sue particolarità e differenze, come si può sposare a vari piatti e quindi berlo a tutto pasto invece che riservargli un piccolo posto dopo il caffè.
La diffidenza iniziale ha quindi presto lasciato il palcoscenico della serata ad una consapevole convivialità dovuta essenzialmente al motivo che i cavalieri sanno cavarsela in ogni situazione. O più probabilmente al fatto che molti convitati fossero ben oltre il limite legale della guida, devo essere onesto.
Sono state poste alcune domande di ulteriori spiegazioni che mi hanno fatto un immenso piacere, dandomi la certezza di aver portato sulla giusta strada (della distilleria) un buon numero di cavalieri. Altre scene, invece, mi portano a sostenere che l’alcol va bevuto in maniera responsabile e che alcune persone dovrebbero limitarsi a una semplice Moretti da 33. Certe effusioni tra volti troppo barbuti non incoraggiano altro che alla violenza negli stadi.
E ricordiamoci che l’alcol è nemico dell’uomo. E chi fugge davanti al nemico, è un vigliacco.

Sir Tacchi a Spillo

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